• Onoranze Funebri Tinnirello

La nostra Beneficenza

La nostra agenzia contribuisce periodicamente al sostenimento del Maneggio Pegaso, versando una piccola quota del proprio guadagno, per rendere possibile l'acquisto di cibo e attrezzature per i cavalli.

La Scuderia infatti si occupa del recupero di cavalli infortunati non più utili alle corse e destinati adirittura al macello.

Siamo presenti in Zona Careggi vicino all'ospedale e con la nuova sede in Via Lungo L'Affrico 10/R a Firenze Sud

 

La storia di Rosa Spina

La storia di Rosa Spina è comune a molti altri cavalli purosangue come lei: un esordio vincente da puledra, un presente altrettanto promettente negli ippodromi italiani del galoppo, e un futuro svanito improvvisamente nel nulla dopo un brutto infortunio nel pieno della preparazione per una delle tante corse. Un infortunio che poteva costarle la vita.
La cavalla all’età di tre anni all’apice della sua carriera si lesiona un tendine dell’arto anteriore e il veterinario che l’ha in cura è chiaro: immediato ritiro e riposo assoluto forse per sempre.
Viene consegnata ad un commerciante per mandarla al macello, quella la fine di molti cavalli da corsa, un attimo prima campioni.
«Ed è proprio lì che avvenne il nostro primo incontro con lei - racconta la proprietaria Monica Maggioli, che abita a Casciana Terme -. La cavalla è magra, deperita e vistosamente claudicante così decidemmo di portarla a casa, seguendo un istinto o forse semplicemente per salvarla dal suo imminente e crudele destino, è certo che i suoi grandi occhi neri sembrano implorare il nostro aiuto».
A casa l’aspetta una bella stalla in legno, finalmente un giaciglio pulito di paglia, un fieno saporito, tanto affetto e la compagnia dell’altra puledra, Luce.
Il suo recupero è lento, lunghe le cure e tanta pazienza. Nel frattempo viene demolita la stalla e le due cavalle restano senza un riparo.
La cavalla viene portata per due mesi la piscina termale a San Giuliano Terme dove inizia un’intensa riabilitazione che durerà due anni.
Poi finalmente la bella notizia: all’ecografia il tendine è completamente guarito non c’è nessuna traccia di lesione. Da qui la decisione di iniziare di nuovo un lento e graduale allenamento ma la strada è lunga, molti gli ostacoli e gli scettici su una cavalla ormai avanti d’età, sei anni, per la pista e con un passato pieno di problemi.
Avviene poi l’incontro con i fratelli Tinnirello, Antonio e Piero, gestori di una scuderia a Collesalvetti e a Firenze, che decidono di credere in Rosa Spina, e insieme investono la loro competenza e professionalità in questa cavalla così complicata.
Ricomincia così la carriera di Rosa, le prime corse sono una delusione, la cavalla non ha lo sprint per arrivare a vedere “il palo”, ma la fiducia è grande così come l’impegno dei due fratelli Tinnirello.
Finalmente l’8 giugno Rosa Spina è tornata a vincere, una domenica indimenticabile all’ippodromo Caprilli di Livorno, così come indelebile rimarrà per sempre l’emozione e la grande soddisfazione che lei di nuovo ha voluto regalare.
«Una storia - dice la proprietaria della cavalla - che può essere d’esempio a tutti coloro che hanno avuto solo delusioni, che hanno perso la speranza di vedere realizzati i propri sogni, che cercano una rivincita, perché a volte improvvisamente, la vita ha in serbo per te meravigliose sorprese».

 

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